Vita indipendente, domande entro il 31 gennaio

Vita indipendente, domande entro il 31 gennaio

Per inviare il nuovo isee c’è tempo fino al 31 marzo. Per avere accesso ai fondi della legge regionale 57 del 2012, relativa ad “Interventi regionali per la Vita Indipendente”, occorre fare domanda entro sabato 31 gennaio. Lo ha chiarito, questa mattina, a Pescara, l’assessore alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in Provincia. “E’ bene sgombrare il campo da dubbi ed incertezze – ha osservato l’assessore – poichè da diversi giorni stava emergendo una girandola di date non corrette. Per venire incontro alle tante richieste dei diversamente abili abruzzesi – ha spiegato – abbiamo finanziato la legge 57 con 400 mila euro, raddoppiando le risorse stanziate nel 2012 mentre nel 2013 non era stato previsto alcun tipo di sostegno.

Ci auguriamo di poter incrementare il finanziamento nel corso di questo 2015 – ha auspicato Marinella Sclocco – poiché, al momento, è possibile finanziare solo una trentina di progetti di vita indipendente che vanno da un minimo di 12 mila euro ad un massimo di 18 mila euro ciascuno. Se, invece, come chiedono i rappresentanti dei disabili abruzzesi, sentiti, questa mattina, dalla Conferenza dei Capigruppo, si arrivasse a stanziare 1 milione di euro, ci potrebbe essere copertura finanziaria per almeno un’ottantina di progetti”. La legge in questione consente ai diversamente abili di presentare progetto di vita personale favorendo l’autodeterminazione ed il controllo del proprio quotidiano e del proprio futuro attraverso l’assistenza personale autogestita oppure con l’assunzione di uno o più assistenti personali.

Gli interessati, persone diversamente abili dai 18 ai 65 anni, non devono fare altro che compilare un modulo di sei pagine, scaricabile dal sito dell’Osservatorio sociale regionale (osr.regione.abruzzo.it), corredato da una copia di un documento di riconoscimento e dalla certificazione di disabilità grave individuata dalle legge 104/92, ed inviarlo al proprio Ambito sociale di riferimento o al Comune di residenza. “In relazione, invece, alla consegna dell’attestato ISEE, indicatore della situazione economica, – ha spiegato Marinella Sclocco – si avrà tempo fino al 31 marzo. Infatti, a seguito dell’introduzione di nuovi parametri ISEE, i centri di assistenza fiscale (CAF) stanno attivando i software per adeguarsi alle modifiche. Per questo, – ha rimarcato – ciò che conta adesso è inviare la domanda entro il termine del 31 gennaio. Rimangono ancora pochi giorni per farlo ma ritengo siano sufficienti – ha affermato l’assessore – per compilare in maniera corretta una domanda che appare piuttosto semplice da compilare”.

Una volta raccolte le domande e dopo la positiva valutazione delle Unità di valutazione multidisciplinare, gli Ambiti sociali territoriali potranno inviare la relativa richiesta di finanziamento al Dipartimento della Regione competente per le politiche sociali. In conclusione, l’assessore ha confermato l’intenzione, per l’immediato futiro, di cambiare in meglio la legge 57. “Per il momento, però – ha detto – abbiamo dovuto fare i conti con quella che è in vigore e potevamo solo cercare di limitare al massimo i disagi alle persone disabili ed ai loro famigliari”.

 

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Regione Abruzzo. Bando Regionale contributo per abbattimento barriere architettoniche – 07/11/2014

 

Si rende noto che sul B.U.R.A.T della Regione Abruzzo, Ordinario n. 44 del 5/11/2014 è stato pubblicato il Bando Regionale approvato con Delibera di G.R. n. 575 del 16/9/2014 relativo alla concessione di contributi per interventi di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici residenziali privati. Potranno partecipare al Bando Regionale tutti i cittadini che intendono realizzare opere per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati ove risiedono. Coloro che negli anni dal 2008 al 2014 hanno fatto richiesta di contributo ai sensi della L. 13/89 ai Comuni devono ripresentare nuova richiesta.

I cittadini interessati possono presentare domanda alla Regione Abruzzo – Direzione Lavori Pubblici, Servizio Edilizia Sociale – Via Salaria Antica Est n. 27 – 67100 L’Aquila, entro 60 giorni a partire dal 6/11/2014.

Fonte: Regione.Abruzzo.it

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Persone con disabilità: finalmente le semplificazioni

Nota bene: si veda ora il commento alla norma di conversione – con importanti modificazioni – del decreto legge oggetto del presente articolo.

Il decreto-legge sulla semplificazione e trasparenza amministrativa approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri contiene misure molto rilevanti per le persone con disabilità, interventi più volte richiesti negli ultimi 10 anni e, finora, rimasti lettera morta.

Il decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, pubblicato lo stesso giorno in Gazzetta Ufficiale dopo la controfirma del Presidente della Repubblica, è già in vigore ed è in attesa di conversione in legge da parte delle Camere.

L’articolo 25 reca come titolo “Semplificazione per i soggetti con invalidità”.

Patente e guida

I primi tre commi riguardano il Codice della strada e il Regolamento.

Il primo comma, prevede che nelle commissioni mediche locali chiamate ad esprimersi sull’idoneità alla guida nel caso di “minorazioni o infermità” sia presente un “un rappresentante designato delle Associazioni di persone con invalidità esperto in materia.”. Opportunamente questa partecipazione, è a titolo gratuito. La disposizione lascia perplessi e non è comunque un intervento di natura semplificatoria.

Molto più rilevante per i cittadini il secondo comma. Esso prevede che se nella visita di idoneità alla guida la commissione certifica che il conducente presenta una disabilità stabilizzata e non necessita di modifica delle prescrizioni o delle limitazioni in atto, i successivi rinnovi di validità della patente di guida potranno essere effettuati senza passare per la commissione, cioè come tutti gli altri “patentati” con un risparmio di tempo e di denaro.

La durata della patente è quella prevista per le patenti ordinarie (dieci, cinque, tre anni a seconda del tipo di patente e dell’età).

Parcheggi

Il terzo comma interviene in materia di gratuità dei parcheggi, modificando l’articolo 381 del Regolamento del codice della strada.

La nuova disposizione impone al comune di stabilire, anche nell’ambito delle aree destinate a parcheggio a pagamento gestite in concessione, un numero di posti destinati alla sosta gratuita degli invalidi muniti di contrassegno superiore al limite minimo previsto dalla normativa vigente (1 posto ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili). Questa indicazione, in precedenza, era facoltativa.

Verosimilmente tale norma provocherà, in sede di conversione del decreto, la reazione delle società che gestiscono i grandi parcheggi a pagamento.

A contempo, lo stesso comma pone solo come facoltà, e non obbligo, per i comuni di prevedere la gratuità della sosta per gli invalidi nei parcheggi a pagamento qualora risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati.

Certificati provvisori per i permessi e i congedi lavorativi.

Molto interessante anche il quarto comma su cui vanno spiegate le premesse.

La normativa vigente in materia di agevolazioni lavorative (permessi mensili e congedi biennali retribuiti) pone come condizione ineludibile la presentazione del verbale di handicap con connotazione di gravità (art. 3 comma 3 della Legge 104/1992) e non ammette l’equipollenza di altre certificazioni di invalidità.

L’art. 2, comma 2 del Decreto legge 27 agosto 1993, n. 324 (convertito alla Legge 27 ottobre 1993 n. 423) prevede che qualora la commissione medica non si pronunci entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, l’accertamento di handicap può essere effettuato dal medico, in servizio presso la Azienda Usl che assiste il disabile, specialista nella patologia dalla quale è affetta la persona con disabilità. L’accertamento produce effetti, ai fini della concessione dei benefici previsti dall’art. 33, sino all’emissione del verbale da parte della commissione medica. Questa eccezione, tuttavia, oltre a comportare comunque una visita (quella specialistica) ulteriore, non risolve tutte le emergenze e la necessità di accedere in tempi rapidi alle agevolazioni lavorative.

Inoltre riguarda solo i permessi lavorativi (art. 33, Legge 104/1992) e non anche i congedi (art. 42, Decreto legislativo 151/2001).

Il quarto comma del decreto-legge 90/2014 risolve questi paradossi. Abbassa il limite di 90 giorni a 45, autorizza le Commissioni a rilasciare il certificato provvisorio (valido fino all’emissione di quello definitivo) già fine visita e, infine estende al validità ai ai congedi retribuiti (quelli fino a due anni di astensione).

Quindi un’accelerazione dei tempi e un risparmio di tempo (e di denaro per richiedere la visita di uno specialista).

Neomaggiorenni

Culturalmente e politicamente meritevoli di plauso i commi 5 e 6.

Anche in questo caso è necessario un inquadramento generale. Fino ad oggi un minore titolare di indennità di accompagnamento per una grave disabilità, anche se stabilizzata e ingravescente, è comunque costretto al compimento della maggiore età ad una nuova valutazione dell’invalidità (o cecità o sordità) altrimenti gli viene revocata l’indennità e non gli viene concessa la pensione che gli spetterebbe come maggiorenne.

Una contraddizione per una normativa che ha già tentato di contenere le visite di revisione inutili.

Il comma 6 stabilisce finalmente che al minore titolare di indennità di accompagnamento per invalidità civile, o cecità o di comunicazione per sordità “sono attribuite al compimento della maggiore età, e previa presentazione della domanda in via amministrativa, le prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni, senza ulteriori accertamenti sanitari.”

Niente più visite, solo una domanda amministrativa per i minorenni con indennità di accompagnamento.

Notevole anche il comma 5 che interessa i minori titolari di indennità di frequenza.

Costoro, presentando una domanda in via amministrativa entro i sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età, ottengono in via provvisoria, già al compimento del diciottesimo anno di età, le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni (verosimilmente solo la pensione o l’assegno). Rimane fermo, al raggiungimento della maggiore età, l’accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti previsti dalla normativa di settore. 

Rivedibilità

L’attuale scrittura del comma 7 è praticamente neutra, cioè non produce al momento alcun effetto e, forse andrà corretta o rafforzata in sede di conversione in legge. Sopprime infatti un periodo della legge 9 agosto 2013, n. 98 relativo alle visite a campione (Piani straordinari) che prevedeva di non sottoporre a controllo gli invalidi in particolari situazioni. L’abrogazione, al momento, non appare sufficiente ad evitare, come voluto, disagi ai cittadini.

Storica invece l’abrogazione prevista dal comma successivo.

La legge 9 marzo 2006, n. 80 affronta il problema della ripetizione delle visite di accertamento per soggetti che hanno patologie o menomazioni stabilizzate e non reversibili.

La norma prevede, modificando l’articolo 97, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, che i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione siano esonerati da ogni visita medica finalizzata all’accertamento della permanenza della minorazione civile o dell’handicap, questo per evitare inutili duplicazioni di visite.

Quindi quella norma non estende il divieto di revisione anche a tutte le situazioni stabilizzate a meno che non godano dell’indennità.

Solo a titolo di esempio una persona con amputazione che non dà titolo all’indennità di accompagnamento, a normativa vigente non rientra nelle previsioni dell’articolo 6 della citata Legge 80/2006.

I decreto-legge al comma 8 abroga un periodo della norma originaria, eliminando il paradosso fra l’altro con una tecnica giuridica molto apprezzabile. D’ora in poi l’esonero dalla revisione riguarderà tutte le patologie stabilizzate, gravi o meno che siano.

Il periodo abrogato è infatti: “I soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione sono esonerati da ogni visita medica finalizzata all’accertamento della permanenza della minorazione civile o dell’handicap.”

Rimane in vigore solo il periodo successivo: “Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, sono individuate, senza ulteriori oneri per lo Stato, le patologie e le menomazioni rispetto alle quali sono esclusi gli accertamenti di controllo e di revisione ed è indicata la documentazione sanitaria, da richiedere agli interessati o alle commissioni mediche delle aziende sanitarie locali qualora non acquisita agli atti, idonea a comprovare la minorazione.”

Il vigente Decreto interministeriale 2 agosto 2007 – che aveva elencato i gruppi di patologie esonerati da visita – è, a questo punto, da riscrivere almeno nella premessa.

Concorsi pubblici

L’ultimo comma interviene pure sulla legge 104/1992 e in particolare sull’articolo 20 quello che riguarda le Prove d’esame nei concorsi pubblici e per l’abilitazione alle professioni.

Giustamente e razionalmente viene inserito un nuovo comma che stabilisce che una persona con invalidità uguale o superiore all’80% non è tenuta a sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista.

Per approfondimenti collegarsi al sito handylex.org

Carlo Giacobini

Direttore responsabile di HandyLex.org

Fonte: handylex.org

14/10/2014

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Con ”Listen” si puo’ guardare il mondo di un autistico

Due minuti bastano per capire come un autistico vede e ascolta il mondo che lo circonda. Con ‘Listen’, il video americano che sta spopolando sulla rete, diretto e prodotto da Marisabel Fernandez e Alessandro Bernard del Ringling College of Art and Design, si mette in scena il cervello sovraffollato dei bambini autistici. Immagini sfocate di persone che si sovrappongono a colori intensi e ai suoni forti delle loro voci.

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Cassazione: I permessi per assistenza disabili non incidono su ferie e tredicesima

I permessi della legge 104/1992 per l’assistenza a familiari con grave disabilità non riducono le ferie e la tredicesima mensilità o gratifica natalizia.


Lo afferma la Corte di Cassazione con sentenza n. 15435 del 7 luglio 2014, rigettando il ricorso di un datore di lavoro avverso la sentenza della Corte di appello che lo aveva condannato a corrispondere ad una dipendente la somma di circa 300 euro, a titolo di quota di tredicesima e quattordicesima mensilità relativa ai permessi lavorativi usufruiti ex art. 33 comma 3 della L. 104/92 in qualità di lavoratrice madre di minore con handicap grave. Ad avviso della Corte di Cassazione la non computabilità di detti permessi ai fini della tredicesima mensilità, opera solo nel caso in cui essi si cumulino con i congedi parentali, circostanza che nel caso in esame non si era verificata.


La Cassazione ritiene corretta tale interpretazione della normativa e conclude, in sintesi, che: ragioni di coerenza con la funzione dei permessi, predisposta dalla normativa interna ed internazionale, impongono l’interpretazione della disposizione maggiormente idonea ad evitare un aggravio della situazione economica dei familiari del portatore di handicap, disincentivando l’utilizzazione del permesso stesso e limitando quindi gli interessi tutelati dalla legge 104/92.


Ricorda inoltre che la Convenzione ONU prevede il sostegno e la protezione da parte della società e degli Stati non solo per i disabili, ma anche per le loro famiglie, ritenute strumento indispensabile per contribuire al pieno godimento dei diritti delle persone con disabilità.


La sentenza fa anche riferimento al parere del Consiglio di Stato 9 novembre 2005 n. 3389 che già sul tema in questione si era pronunciato nello stesso modo affermando che sono soggetti a riduzione delle ferie e della 13^ mensilità solo i permessi fruiti dai genitori di disabile grave che siano cumulati con il congedo parentale ordinario e con il congedo per malattia del figlio. Per il Consiglio di Stato, conseguentemente, negli altri casi non dovrà farsi luogo a decurtazione o riduzione di sorta.


Fonte: superabile.it

Nessun virus nel messaggio.
Controllato da AVG – www.avg.com
Versione: 2014.0.4745 / Database dei virus: 4007/8080 – Data di rilascio: 22/08/2014

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Disabili, scuole paritarie senza sostegno – 05/08/2014

 

La Corte di Cassazione è intervenuta negando che la presenza di un insegnante di sostegno potesse essere a carico dello Stato in un istituto non statale. Ha tradito così la scelta educativa e il diritto all’istruzione dei figli.


La Cassazione ha recentemente legittimato una grave disparità tra scuole paritarie e scuole a gestione statale, a proposito diritto allo studio per gli alunni disabili negando che la presenza di un insegnante di sostegno potesse essere a carico dello Stato in un istituto non statale.


«Non sta a noi contestare nel merito le raffinate argomentazioni della Cassazione» commenta in un articolo ospitato oggi da RedattoreSociale il presidente del Forum delle Associazioni familiari, Francesco Belletti. «Però ci resta l’amaro in bocca, se pensiamo a come non vengono garantiti alcuni diritti fondamentali. Un primo diritto conculcato è la libertà di scelta educativa di questi genitori, che hanno scelto di iscrivere il proprio figlio ad una scuola paritaria, che risulta a pieno titolo parte integrante del sistema pubblico di istruzione. Anche il diritto all’istruzione del figlio disabile è un altro diritto che non sembra interessare, eppure dovrebbe essere talmente universalistico che non si dovrebbe porre il problema di chi paga. Qui non è in gioco un generico finanziamento a una scuola paritaria. Questo bambino in una scuola pubblica ha diritto all’insegnante di sostegno a titolo gratuito. Se però i suoi genitori decidono di iscriverlo ad una scuola paritaria allora questo diritto decade».


E aggiunge Belletti: «Dove sta l’esigibilità dei diritti delle persone disabili? Davvero pensiamo che questi diritti possano essere garantiti solo dalla scuola a gestione statale, perché la paritaria è un lusso solo per chi se lo può permettere, perché ricco, peggio, perché normodotato? Chi è ancora convinto che debba esistere ancora un conflitto, tutto ideologico, tra scuola statale e scuola paritaria? Tanto in questo conflitto non ci sono vincitori, ma solo perdenti: ci perdono solo lo studente disabile e la sua famiglia. Questa è tristemente normale, nelle storie delle famiglie con figli disabili, ma non per questo ci lascia tranquilli. Davvero non sappiamo fare di meglio, come società?».


Fonte: Famiglia Cristiana

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Mai più barriere della vergogna sulla strada parco. I quattro candidati sindaco di Pescara e Montesilvano si impegnano a farle demolire – 03/06/2014

 

PESCARA Un impegno morale per abbattere le barriere architettoniche che lastricano la strada parco, futura casa di Filò. E ricordare, nello stesso tempo, ai futuri amministratori di Pescara e Montesilvano che la disabilità non ha alcun colore politico. L’invito del «guerriero» Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine determinate, è stato accolto dai quattro aspiranti sindaco delle due città che si sfideranno nella battaglia elettorale conclusiva del prossimo 8 giugno. Ieri mattina, Marco Alessandrini e Luigi Albore Mascia, i due contendenti di Pescara, insieme a Francesco Maragno e Lino Ruggero, in lizza per la poltrona di primo cittadino a Montesilvano, hanno firmato, sulla strada parco, un documento simbolico con il quale s’impegnano a chiedere alla Gtm, stazione appaltante del progetto Filò, una variante progettuale dettagliata su quanti e quali ostacoli saranno demoliti lungo i sei chilometri di tracciato. Con la promessa, poi, di organizzare entro 15 giorni dal ballottaggio un incontro con Gtm, Regione, comitati e associazioni, per ragionare insieme su Filò. Presente, ieri, anche il neo governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, che ha avuto modo di vedere con i propri occhi come una barriera architettonica, oltre a limitare l’accesso, possa anche mettere a rischio l’incolumità di un disabile. Infatti, un esterrefatto D’Alfonso ha dovuto soccorrere Ferrante, che si è ribaltato all’indietro con la carrozzina mentre cercava di risalire, senza aiuto, una rampa dalla pendenza di oltre 30% in via Basento, una stradina laterale che sbocca sulla filovia. L’esperimento messo in atto dal presidente di Carrozzine determinate – per fortuna Ferrante non si è fatto male – è stato solo un piccolo assaggio dell’inaccessibilità della futura opera viaria. «Questa è la strada della vergogna – esordisce Ferrante – non mettiamo in discussione il progetto della filovia, ma chiediamo che un’opera pubblica diventi accessibile a tutti, anche ai disabili o alle mamme con bambini in carrozzina». Cosa che, in effetti, al momento è impossibile. «I programmi elettorali e le ideologie possono essere diversi, così anche l’idea di città – rammenta Ferrante ai quattro candidati sindaco – ma la disabilità non è di destra, né di sinistra. Prendete l’impegno insieme, indipendentemente da quale lato della barricata sarete dopo le elezioni». In pratica, la richiesta di Ferrante riguarda due aspetti importanti. L’appello ha messo d’accordo i quattro sfidanti, almeno sulla questione delle barriere da abbattere. «Questa lodevole iniziativa accende i riflettori su un problema molto sentito perché a breve la filovia sarà operativa e tutti devono usufruirne agevolmente – commenta Francesco Maragno, aspirante sindaco di Montesilvano per il centrodestra – sulla strada parco deve aumentare la mobilità sostenibile». Gli fa eco il sindaco uscente di Pescara, Mascia, anche lui del centrodestra. «La Gtm deve accelerare i tempi ed eliminare le barriere architettoniche quanto prima, altrimenti le opere non saranno collaudate». «La rimozione delle barriere è un problema delicato – aggiunge lo sfidante Alessandrini, del centrosinistra – ma bisogna anche lavorare sulla cultura delle persone. Comunque l’impegno preso oggi non sarà difficile per noi, perché tutto deve essere conforme alla legge e la Gtm deve adeguarsi». Il secondo concorrente di Montesilvano, Ruggero, del centrosinistra, si spinge ancora più in avanti e promette «una perizia e un controllo ancora più stretto», spiegando inoltre l’intenzione di portare avanti, grazie alla sinergia tra Comune e Regione, «anche gli interventi privi di copertura finanziaria» affinché la filovia diventi accessibile a tutti. Il primo passo: la creazione di un dossier sulle barriere architettoniche, come richiesto a Ferrante dal neo governatore. «T’invito a spingere la burocrazia regionale, devi venire alla Regione a preparare il dossier» ha detto D’Alfonso.

Fonte: Iltempo.it

03/06/2014

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Le persone disabili chiedono di avere gli stessi diritti dei loro cani

 

La Regione Abruzzo ha approvato qualche giorno fa, una legge che prevede che tutti i comuni costieri si dotino di un tratto di arenile dedicato ai bagnanti con cane al seguito.  Con questa Legge gli animali domestici avranno diritto ad accedere in spiaggia e fare anche il bagno, mentre gli essere umani, quelli titolari dei diritti inviolabili, come le persone con disabilità non hanno alcun diritto di godere della spiaggia e del mare.

Premettiamo che gli animali sono nostri amici, e ci aiutano anche nella riabilitazione, ma con la Legge regionale n. 19/2014 siamo al paradosso: i nostri animali domestici potranno accedere all’arenile e a all’acqua, mentre noi padroncini degli animali in carrozzina, li guarderemo dal marciapiede!

Dobbiamo anche sopportare le esternazioni entusiaste dell’ex Ministro Brambilla che parla di inclusione, di certo non riferendosi agli esseri umani, del Consigliere regionale Riccardo Chiavaroli che ci parla di un bel percorso di sensibilizzazione, ma anche in questo caso non parliamo di persone.

L’ex Ministro al Turismo On. Vittoria Brambilla predica bene e razzola male, forse non ha nemmeno letto il “manifesto per la promozione del Turismo accessibile” che lei stessa ha firmato quando era Ministro. Manifesto che aveva come obiettivo “Mettere ogni persona con i suoi bisogni al centro del sistema turistico” inoltre ha dichiarato che “Un paese davvero civile non può non consentire ai suoi cittadini la piena accessibilità a tutte le sue strutture pubbliche e private.” (http://www.governo.it/Notizie/Ministeri/dettaglio.asp?d=51392)

Insomma ci saremmo aspettati una Legge Regionale che prevedesse spiagge pubbliche accessibili fruibili con sedioline adatte per il mare, almeno in ogni comune costiero, per le persone che a causa di barriere non possono usufruire del meraviglioso patrimonio naturale che l’Abruzzo possiede.

Ci saremmo aspettati di essere considerati se non prima, almeno alla pari dei nostri amici animali. In tutti questi anni sono centinaia le proteste messe in atto dalla nostra associazione contro le istituzioni e spesso  per rivendicare  uguali diritti  non, ma non ci era mai successo di chiedere pari opportunità tra animali e cittadini!

Chiederemo a tutto il Consiglio Regionale futuro ed al nuovo governatore della Regione Abruzzo di avere gli stessi diritti dei nostri cani!

Complimenti Regione Abruzzo! Complimenti signori della politica!

IL PRESIDENTE ASSOCIAZIONE CARROZZINE DETERMINATE ABRUZZO

Fonte: Carrozzinedeterminate.it

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Persone con disabilità. Deduzione per le spese sanitarie. Per i veicoli sconto al 19 per cento

Persone con disabilità. Deduzione per le spese sanitarie. Per i veicoli sconto al 19 per cento

Le spese sanitarie sostenute per le persone disabili possono essere oneri deducibili dal reddito complessivo o detraibili nella misura del 19% (di fatto riducono il reddito). Sono oneri deducibili le spese mediche e di assistenza specifica sostenute dalle persone con disabilità, a prescindere dalla circostanza che beneficino o meno dell’assegno di accompagnamento. Le spese di assistenza specifica sostenute dalle persone disabili sono quelle relative a: – assistenza infermieristica; – personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona; – personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo; – personale con la qualifica di educatore professionale; – personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale. Sono invece spese detraibili nella misura del 19% le spese sanitarie e le spese dei veicoli per persone disabili. Sono detraibili le spese per persone disabili: – per i mezzi necessari all’accompagamento, deambulazione, locomozione e integrazione; – per i sussidi tecnici e informatici che facilitano l’autosufficienza e l’integrazione. Per queste spese la detrazione del 19% spetta sull’intero importo, senza cioè togliere la cosiddetta franchigia di 129,11 euro. Sono considerate persone con disabilità coloro che hanno una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, con difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa, che determina un processo di svantaggio sociale o di emarginazione, e che per tali motivi hanno ottenuto il riconoscimento di persona disabile a norma della legge 104 del 1992. Per le spese dei veicoli per persone disabili, si può fruire dello sconto del 19% sulle spese sostenute per l’acquisto: – di motoveicoli e autoveicoli, anche se prodotti in serie e adattati in funzione delle limitazioni permanenti alle capacità motorie delle persone con disabilità; – di autoveicoli, anche non adattati, per il trasporto dei non vedenti, sordi, persone con handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione e persone affette da pluriamputazioni. La detrazione, nel limite di spesa di 18.075,99 euro, spetta con riferimento a un solo veicolo (auto o moto), a patto che sia usato in via esclusiva o prevalente a beneficio della persona disabile. La detrazione può essere ripartita in quattro quote annuali di pari importo. La detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, a meno che il veicolo non sia stato cancellato dal pubblico registro automobilistico. La detrazione spetta anche per le spese di riparazione che non rientrano nell’ordinaria manutenzione, con esclusione, quindi, dei costi di esercizio, come, ad esempio, il premio assicurativo, il carburante e il lubrificante. RIPRODUZIONE RISERVATAPAROLA CHIAVE a Le persone disabili Sono considerate persone con disabilità coloro che hanno una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, con difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa, che detrmina un processo di svantaggio sociale o di emarginazione e che per questo hanno ottenuto il riconoscimento di persona disabile a norma delle legge 104 del 1992.

di Salvina Morina, Tonino Morina

Fonte: Il Sole 24 Ore.it

22/04/2014

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PENSIONI E INDENNITA, ECCO GLI IMPORTI DEGLI ASSEGNI E I LIMITI DI REDDITO PER IL 2014

 

 

Una circolare dell’Inps ha indicato gli importi previsionali e i limiti di reddito relativi alle provvidenze economiche 2014 a favori di invalidi civili, non vedenti e sordi civili. Nessun conguaglio per il 2013. Ecco tutti i numeri
ROMA – Pubblicata nell’area dedicata a “La scheda”, la circolare Inps n.7 del 17 gennaio 2014 che indica gli importi previsionali e i limiti di reddito relativi alle provvidenze economiche a favore degli invalidi civili, dei non vedenti e dei sordi civili per l’anno 2014. Nessun conguaglio è stato effettuato rispetto alla rivalutazione attribuita in via previsionale per il 2013, ma sono più alti i limiti di reddito.
Nel dettaglio, infatti, la pensione per i non vedenti civili assoluti è pari a 301,91 euro (rispetto ai 298,33 del 2013), mentre il limite di reddito sale a 16.449,85 euro rispetto ai 16.127,30 del 2013. La pensione per gli stessi, se ricoverati, passa a 279,19 euro (rispetto ai 275,87 del 2013), mentre il limite di reddito sale a 16.449,85 euro (rispetto ai 16.127,30 del 2013. Stesse cifre (279,19 euro con limite di reddito a 16.449,85) anche per i ciechi civili parziali, gli invalidi civili totali e i sordi. L’assegno per gli invalidi civili parziali si attesta sempre a quota 279,19 del 2014, ma con un diverso limite di reddito, che sale dai 4.738,63 euro del 2013 ai 4.795,57 del 2014. Identico regime per le indennità di frequenza dei minori.
Nessun limite di reddito invece per l’indennità di accompagnamento per i ciechi civili assoluti (863,85), l’indennità speciale per i non vedenti “ventesimisti” (200,04), l’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili totali (504,07) e le indennità di comunicazione per i sordi (251,22 euro). Così anche le indennità per i lavoratori con drepanocitosi e talassemia (501,38 euro).
Le pensioni salgono nella misura dell’1,2% così come previsto dal decreto 20 novembre 2013, emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Lo stesso decreto ha poi confermato nella misura del 3% l’aumento definitivo di perequazione automatica per l’anno 2013: non si prevede dunque alcun conguaglio.
Si ricorda che, in tutti i casi, si continua a far riferimento al reddito personale della persona con disabilità. Si ricorda infatti che l’art.10 della legge 99 del 9 agosto 2013 sottolinea che “il limite di reddito per il diritto alla pensione di inabilità in favore dei mutilati e degli invalidi civili, di cui all’articolo 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118, è calcolato con riferimento al reddito agli effetti dell’Irpef con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte”.
Fonte: Superabile
(27 gennaio 2014)

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